Tecniche di potatura

La miglior potatura....é quella che non si vede
Quando ci si accinge a potare un albero, non si deve pensare di cambiarlo drasticamente, ma si deve rispettarne la forma e le dimensioni. L’intervento deve quindi adeguarsi alla struttura della pianta, che deve essere alleggerita del superfluo, leggermente contenuta e rinforzata cosicché la luce possa raggiungerla in ogni suo punto. Se l’intervento è correttamente eseguito ed orientato al bene futuro della pianta, allora il passante occasionale, che non ha mai visto prima quell’albero, non si accorge neppure che é stato potato.

Il valore di un albero
Al di là del fatto che l’albero é un essere vivente e come tale deve essere rispettato, occorre essere consapevoli del suo enorme pregio e del suo peculiare valore estetico. Come chi possiede un mobile prestigioso non usa inciderlo con una punta metallica lasciandogli segni indelebili che ne abbattono il valore e ne rovinano l’estetica, chi possiede un albero non deve offenderlo con potature improprie e capitozzature inadeguate.

Costi della potatura
Si potrebbe pensare che una potatura drastica, veloce e poco precisa sia più economica rispetto ad una potatura più curata ed anche più consona, che richiede più tempo. Invece, in generale, non è così. La potatura drastica, infatti, produce molta più legna da asportare rispetto alla potatura curata. Il risparmio ottenuto sul costo del potatore viene quindi annullato dal maggior costo della raccolta e dello smaltimento della legna prodotta, attività che, tra l’altro, impegna non una sola persona ma una squadra di lavoro dotata di mezzi adeguati. Molte volte noi possiamo offrire allo stesso prezzo i due tipi di potatura e lasciare così al cliente la scelta che ritiene più consona alla sua pianta. Una potatura drastica, inoltre, indebolisce la pianta, poiché favorisce l’inserzione di rami che, negli anni, si ingrossano e costituiscono un costante rischio di caduta, obbligando ad interventi analogamente severi ogni 4 anni circa. Una pianta sempre ben potata, invece, richiede solo piccoli interventi correttivi e più dilazionati nel tempo. Si pensi ai bonsai come forma obbligata estrema: il bonsaista non aspetta 10-15 anni prima di intervenire sull’albero per trasformarlo, praticando enormi tagli, come lui vuole, ma inizia da subito ad allevarlo costringendone la forma secondo le sue esigenze senza peraltro provocare seri danni alla sua pianta. Alla luce di queste considerazioni, la scelta del tipo di potatura per la vostra pianta non dovrebbe lasciarvi alcun dubbio.

La pianta giusta al posto giusto
Quando si deve ricorrere all’abbattimento di un albero, é necessario richiedere un’autorizzazione al Comune di residenza. L’autorizzazione non è invece necessaria quando si pianta un albero. Eppure, la maggioranza degli abbattimenti che ci vengono richiesti non è conseguenza di morte della pianta, ma del suo esagerato ingombro “adesso che é cresciuta”. Il primo motivo per cui oggi si abbatte una pianta è perché, vent’anni fa, si è sbagliato a piantarla lì, dove si trova adesso. E allora, quando oggi decidete di piantare un albero, pensate bene alle dimensioni che raggiungerà da adulto ed ai problemi che potrà generare in relazione al luogo nel quale lo piantate. Se oggi vent’anni vi sembrano tanti, ricordatevi che il tempo scorre comunque, e a volte anche troppo in fretta!!!

Potatore di professione e potatore professionale
Per imbracciare una motosega non occorre una gran testa, così come per rovinare un albero. Molte persone, spinte solo dalla idea di fare soldi in modo rapido e poco impegnativo, si affacciano su questo mercato con troppa superficialità e senza la consapevolezza che preparazione ed esperienza sono attributi essenziali per esercitare correttamente una professione. Il potatore professionale, oltre a possedere una tecnica, crede anche che la pianta debba essere rispettata nel farle seguire i nostri desideri. Diffidate da chi rende le cose troppo facili e vi consiglia grossi tagli “perché così la pianta si rinforza”: non é professionale !!

Le due serie di fotografie
Si tratta di due Platani, piante di alto prestigio. Il primo albero, situato a Milano in via Giacosa, più grosso, ha subito anni fa una potatura come quella subita dal secondo, situato a Segrate in via Olgettina lato via Fratelli Cervi. I proprietari del primo Platano si sono convinti a chiederci di cercare di correggere la struttura della loro pianta che aveva subito un intervento oltremodo severo. Abbiamo eliminato i rami inseriti più debolmente, accorciato leggermente gli altri senza compiere tagli di grosso diametro (non oltre gli 8 cm) e donato alla pianta una forma più equilibrata. Già si vede come la chioma estiva sia più omogenea ed in salute di quella del secondo albero che, invece, sempre potato drasticamente nel corso degli anni, presenta in quota numerosi marciumi interni che ne compromettono la struttura e la longevità. 
Dal punto di vista estetico......basta guardarli !!!!!


Il Platano di via Giacosa a Milano


Il Platano di via Olgettina lato via Fratelli Cervi  a Segrate

Perché non eseguire potature severe e capitozzature.
Le potature severe e le capitozzature prevedono tagli di grosse dimensioni (quindi sui rami principali) ed eliminazione drastica della cima. Questo genere di intervento è dannoso perché con esso si va a togliere, improvvisamente, la maggior parte della foglie attraverso le quali la pianta si nutre (essa infatti,diversamente da come comunemente si pensa, non si nutre attraverso le radici) e si induce l’albero a produrne di nuove ed in breve tempo, dando fondo alle riserve accumulate negli anni precedenti e subendo, in ultima analisi, uno stress nutrizionale. A questo si aggiunge uno stress da insolazione del tronco della pianta fino ad allora protetta, proprio dalla sua chioma, dal bombardamento dei raggi ultravioletti. La produzione di numerosi rami non deve trarre in inganno: essi non sono segno di vigoria, ma del dispendio energetico delle riserve che la pianta è costretta a mettere in atto per cercare di correre ai ripari per le sue carenze nutrizionali e di schermo solare, nonché di riequilibrio con la chioma ipogea: le radici. Inoltre, tagli di grosse dimensioni non sono facilmente rimarginabili e i patogeni, causa del marciume del legno, arrivano prima che l’albero possa fermarli con le proprie barriere chimiche: il marciume quindi raggiunge anche rami di ancor più grosse dimensioni o addirittura il tronco, rendendo l’intera struttura instabile e pericolosa. Infine, un albero drasticamente potato perde valore ed é esteticamente brutto.

Allora, quando potare.....?
E’ necessario sicuramente intervenire se l’albero ha subito danni, ad esempio di origine atmosferica. Ma lo è anche per le giovani piante, per dare loro una forma corretta ed una struttura forte, sempre eseguendo tagli di piccolissime dimensioni e sfruttando il materiale già presente sulla pianta, senza indurre produzioni di nuovi rami non prevedibili. La potatura è importantissima, perché condiziona tutta la vita della pianta, il suo dimensionamento rispetto alle vostre esigenze e il tipo di intervento di potatura da praticare in futuro. Inoltre, la potatura deve essere eseguita periodicamente su piante adulte per ripulirle dai rami secchi o da quelli attaccati dai patogeni causa di marciume. Infine, quando potiamo la pianta non per lei ma per le nostre esigenze, ricordiamoci di farlo prima che l’albero sia sopra dimensionato: da quando esso ha raggiunto la dimensione a noi gradita in poi, dovremo sempre contenerlo con tagli leggeri e diradarne la chioma eliminando i rametti più deboli. La potatura si dovrebbe eseguire preferibilmente in inverno, anche se ogni stagione è buona; da evitare sono essenzialmente la primavera alla schiusura delle gemme e formazione dei nuovi rametti e l’autunno, nel periodo di perdita delle foglie.

 

Link consigliati
ww.monzaflora.it
www.isaitalia.org

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